Pier Vittorio Tondelli – Camere separate, Bompiani


Camere separate: quelle che abitano i protagonisti della storia che Tondelli incastona fra treni, aerei, case e Paesi in costante movimento. Sono immagini siderali di un mondo diviso: quello fra Berlino Ovest e Berlino Est, quello fra tavoli singoli al ristorante cinese e la compagnia sinonimo di completezza, fra coppie londinesi alto borghesi e stanze – loculi.

Sono Nazioni separate. Sono paesi separati. Sono cimiteri separati. Sono famiglie separate. Sono sottoculture, ideologie, separati.

Leo è distante da qualsiasi cosa, proprio da ogni cosa a cui un essere umano può in modo inevitabile e viscerale essere legato. Lui, lo scrittore di professione che tutto ha avuto da quel mestiere, assiste alla natività del suo paese separato, alla Chiesa chiusa al suo amore, assiste alle perenni caratteristiche delle donne di famiglia, al distacco reale attraverso il quale si libra sempre più su, fino a diventare nulla: un Leo nuovo partorito dal letto del fiume. Uscire dal Sè per arrivare al nocciolo duro. Diversità, innata e sofferta, è la pietra d’inciampo onnipresente.

Serve solitudine per assistere e “ricapitolarsi”: Amore finalmente ha mostrato il suo volto e la sue possibilità, sempre separate dall’amore precedente. Ma anche il lutto lo lascia fuori: lui può vivere le sue tragiche vicende solo chiuso nello spazio narrativo. Nelle parole. Lui sa che tutto, la sua intera vita, è servito a tentare questa seppur inutile impresa o quantomeno a scoprirne l’esistenza: mettere in contatto mondi paralleli, diversi, che vivono gioiscono e soffrono ognuno separato dall’altro.

“Solo nel futuro, solo fra molti anni, forse qualcosa cambierà. Nasceranno persone che tenteranno in altri modi di mettere in contatto i mondi diversi nei quali ognuno continua a vivere. Nascerà finalmente qualcuno per cui la memoria dell’entità “Leo-e-Thomas” verrà accettata e custodita come un valore da cui trarre vita e speranza. Solo in futuro. Forse soltanto tra centinaia di anni.”

Un ultimo Tondelli struggente, forse più consapevole e vicino a cose ridotte all’osso proprio in vista della sua fine.

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