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Le belve son tornate all’Hector Diaz Gallery

Nell’Hector Diaz Gallery è tornato il Fauvismo e proprio come alla nascita del movimento a Parigi, nel Salone d’autunno, sono tele feroci quelle di Sasha Neshastnova ed espressive, fra l’iper realismo di Christian Allison e il figurativo astratto di Francisco Correa.  Ho scoperto la Galleria tramite la pagina Instagram e per qualità e varietà potreste trovare le opere che più si affiancano alla vostra sensibilità artististica. L’Hector Diaz Gallery spedisce in tutto il mondo.

Sasha Neshatnov

https://hectordiaz.art/sasha-russia

Se all’inizio della pandemia paragonavo Hopper e le sue scenografie desolate ora guardo i dipinti della Neshastnova come un ironico ritratto della vita domestica in quarantena, o meglio, della vita di coppia: la serie intitolata The husband of my Dream è  tagliente nei colori, nelle linee dei contorni e nella linea narrativa: una decantazione della vita di coppia e casalinga vissuta all’estremo nel 2020, peraltro vissuta non come rifugio dallo stress lavorativo e sociale bensì come extrema ratio.  L’artista invece ci riconsegna la visione di una casa calda, accogliente con i pronfondissimi e anti naturalistici colori degli sfondi, un ambiente in cui vige l’espressività amorosa priva di preoccupazione per il mondo esterno e e di veli: vige unicamente un curarsi l’un l’altro, o un self-love, fra cucina, pavimenti blu, vasche da bagno e letti, contornati da gatti fedeli e sornioni, elementi naturali disegnati come visti dall’occhio infantile e allegro. Non è la forma delle figure o la geometria, qui fa da padrone l’espressionismo del colore e dei corpi. La donna di Neshastnova è libera dai panni di qualsiasi ruolo abbia mai avuto, casalinga o lavoratrice, madre o despota: definita anche come arte Neo erotica o Domestic erotism, l’artista è provocatoria nello stravolgere i ruoli consegnati dalla società attuale, in un universo distaccato dallo smartphon è l’erotismo e l’amore il focus. Insomma, vedetela come volete, alla fine emergerà il vulnus del vostro rapporto con gli altri o con voi stessi.  Il file rouge che lega i dipinti è il rapporto umano e i suoi intrinseci problemi, ciò che spesso si fatica a cogliere al momento giusto nella realtà, l’artista ce lo ripropone olio su tela. E così la donna libera diventa a sprazzi dominante senza curarsi dei sentimenti dell’uomo, capricciosa o in cerca di un compromesso. Un neo fauve che si destreggia nel ventunesimo secolo con audacia sociale e colpi d’occhio. 

Christian Allison

Christian – Nigeria | Héctor Díaz Gallery (hectordiaz.art)

Osservo i dipinti di Christian Allison, artista nigeriano, nelle serie Little Light: in sottofondo la voce di Tracy Chapman e reminiscenze di luci ed ombre caravaggiesche che qui arrivano al punto estremo: iper realismo, quel che spesso suscita stupore per la sembianza alla fotografia. Sono i grandi occhi dei bambini a catturare l’osservatore. Quel che mi sembra un velo di sofferenza si trasforma poi anche in curiosità, una richiesta di attenzione e luce, uno sprazzo di orgoglio e prontezza ad affrontare il mondo con le sue vicissitudini simil belliche. Allison è tutto fuorchè un mero riproduttore della realtà, tanto che non sembra unicamente di assistere ad un’iper realismo come riproduzione meccanica bensì ad una realtà espressiva, l’introversione che si serve dell’estroverso, dinamiche lontane che si avvicinano, senza ricorrere ad altro che ad una piccola luce e un viso che esce dal buio bucando la tela con tenerezza poetica.

Francisco Correa

Francisco – Colombia | Héctor Díaz Gallery (hectordiaz.art)

L’arte di Francisco Correa, artista colombiano, è intrisa di natura, sogni universali, urbanismo in coerenza con i suoi studi architettonici, memorie dell’infanzia. Si compie un viaggio in Colombia fra guerra civile e politiche sanguinarie, fino all’arrivo della droga che cambiò per sempre il Paese, ed è sicuramente questo background che si riversa nelle schematiche figure dove vi è sempre, fra il colore scelto e l’espressione facciale, una scheggia di malinconia o tristezza che perviene immediatamente. L’amara consapevolezza nello sguardo della difficoltà artistica per affermare se stessi.

Purtuttavia la particolarità di Correa è proprio quella di un dinamismo astratto, musicale, colorato, teatrale. Un ritorno in parte alle maschere della tragedia e commedia greca.

 E’ difficile spiegare come le figure e i suoi paesaggi sembrino dopo un pò librarsi in una danza eterea fra musiche e odori colombiani, un movimento lento e onirico che ricorda De Chirico o ancor di più Les Deimoselles D’Avignon. 

English version

Fauvism is back in the Hector Diaz Gallery, it is just like at the birth of the movement in Paris, in the Autumn Salon, Sasha Neshastnova’s fierce and expressive canvases are between the hyper realism of Christian Allison and the abstract figurative of Francisco Correa. I discovered the Gallery through the Instagram page and for quality and variety you could find the works that best match your artistic sensibility. The Hector Diaz Gallery ships all over the world.

Sasha Neshatnova

https://hectordiaz.art/sasha-russia

If at the beginning of the pandemic I compared Hopper and his desolate scenographies, now I look at Neshastnova’s paintings as an ironic portrait of home life in quarantine, or rather, of married life: the series entitled The husband of my Dream is sharp in colors, in the lines of the contours and in the narrative line: a decantation of the life of a couple and housewife lived to the extreme in 2020, moreover experienced not as a refuge from work and social stress but as an extrema ratio. The artist, on the other hand, gives us the vision of a warm, welcoming home with very deep and anti-naturalistic colors of the backgrounds, an environment in which there is amorous expressiveness without concern for the outside world and veils: it is only necessary to take care of the one another, or a self-love, between the kitchen, blue floors, bathtubs and beds, surrounded by faithful and sly cats, natural elements designed as seen by the childish and cheerful eye. It is not the shape of the figures or the geometry, here the expressionism of color and bodies dominate. Neshastnova’s woman is free from the role of any role she has ever had, housewife or worker, mother or despot: also defined as Neo erotic art or Domestic erotism, the artist is provocative in overturning the roles delivered by current society, in a universe detached from the smartphone is eroticism and love is the focus. In short, see it as you wish, eventually the vulnus of your relationship with others or with yourself will emerge. The common thread that binds the paintings is the human relationship and its intrinsic problems, what is often difficult to grasp at the right moment in reality, the artist proposes it to us oil on canvas. And so the free woman becomes dominant in flashes without caring about the man’s feelings, capricious or looking for a compromise. A neo-Fauvist who juggles the twenty-first century with social audacity and eye-catchers.

Christian Allison

https://hectordiaz.art/christian-nigeria

I observe the paintings of Christian Allison, a Nigerian artist, in the Little Light series: in the background the voice of Tracy Chapman and reminiscences of Caravaggio’s lights and shadows that here reach the extreme point: hyper realism, what often arouses amazement for the appearance of photography. It is the big eyes of children that capture the observer. What seems to me a veil of suffering then turns into curiosity, a request for attention and light, a flash of pride and readiness to face the world with its war-like vicissitudes. Allison is anything but a mere reproducer of reality, so much so that it seems not only to witness a hyper realism as mechanical reproduction but to an expressive reality, the introversion that uses the extrovert, distant dynamics that approach, without resorting to other than a small light and a face that comes out of the dark piercing the canvas with poetic tenderness.

Francisco Correa

https://hectordiaz.art/francisco-colombia

The art of Francisco Correa, a Colombian artist, is steeped in nature, universal dreams, urbanism in line with his architectural studies, childhood memories. A trip is made to Colombia between civil war and bloody politics, until the arrival of the drug that changed the country forever, and it is certainly this background that is poured into the schematic figures where there is always, between the chosen color and the expression facial, a sliver of melancholy or sadness that comes immediately. The bitter awareness in the eye of the artistic difficulty in affirming oneself. Nevertheless, Correa’s peculiarity is precisely that of an abstract, musical, colorful, theatrical dynamism. A return in part to the masks of Greek tragedy and comedy. It is difficult to explain how the figures and its landscapes seem after a while to hover in an ethereal dance between Colombian music and smells, a slow and dreamlike movement reminiscent of De Chirico or even more Les Deimoselles d’Avignon.

All rights reserved- Valentina Falsetta

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Published in Opere D'arte

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