WEEKLY PHAMPLET: morire di lavoro e superbie altrui

WEEKLY PHAMPLET: morire di lavoro e superbie altrui


Inauguro una nuova rubrica settimanale portando alla luce del “sole” i flussi di coscienza avuti durante la settimana e prometto solennemente, non che mi venga difficile, di rispettare lo stile tipico del phamplet.

Dal Parlamento europeo…

Doveroso partire dalla neo eletta presidente al Parlamento europeo: Roberta Metsola, maltese, antiabortista che fa dell’autodeterminazione una questione di sovranità nazionale (l’isola di Malta rimane uno dei pochi Paesi in Europa a vietare l’aborto); L’avvocato ammira l’amore per la dignità umana sperimentato da David Sassoli ed esprime voti negativi quando si tratta di occuparsi delle morti per aborto in Polonia.

Insorge da buon francese ribelle Emmanuel Macron, chiede a gran voce l’inserimento di aborto e ambiente salubre nelle Carte dei diritti umani: applaudiremmo tutti, se non fosse che il giovane Presidente non applica ai fatti le sue belle e sentite parole. Ad ogni modo nutre grande stima per l’Italia e gli italiani, tanto che pare copiare il modus operandi alla star Mario Draghi: non consente di fare domande ai giornalisti.

Solamente che, a Strasburgo, questi ultimi con un minimo di rispetto per la professione si alzano e vanno via dalla conferenza stampa. D’altronde il “no comment” di Draghi pare applicabile a molte vicende nel bel Paese oltre che al suo probabile upgrade al Quirinale.

…Al caos italiano

Sì, no comment, sceglierei anch’io l’assertività. Ma di essere qui me l’impone lo sdegno e la tristezza. Abbiamo riscoperto, assopiti com’eravamo, che in Italia si muore di lavoro e si muore perchè i controlli di sicurezza non vengono attuati, che le norme giuslavoristiche poco hanno fatto in termini di concretezza. No comment, amici, perchè ci siamo ricordati troppo tardi di un’altra dannosa opera costruita malamente dal governo Renzi: l’alternanza scuola-lavoro. Difatti non bastavano le violenze allo Statuto dei lavorati, alle tutele dai licenziamenti ingiustificati, no, il grande riformatore segue imperterrito e alla ricerca dell’eterna gloria l’utilitarismo mascherandolo da formazione-soluzione -gli stage curriculari\sfruttamento non hanno pensato di retribuirli- e lo fa per mettere una toppa a quel sistema tutto italiano di mancanze nei confronti delle nuove generazioni.

Quei giovani spesso bistrattati e additati….

Succede che due giorni fa Lorenzo, 18 anni, muore schiacciato sotto una putrella e concedetemelo: le parole del Ministro Bianchi mi provocano un voltastomaco raro.

Perchè la morte di Lorenzo come tante altre morti bianche l’hanno sulla coscienza. Perchè è assordante l’obiettiva lacuna nei controlli di sicurezza e nella protezione che dovrebbero assicurare ai ragazzi e ai lavoratori tutti. Le parole del ministro e dei suoi colleghi, che costantemente millantano interventi e miglioramenti in un futuro che non arriva mai, che attendiamo da troppo tempo, suona come uno scherzo di pessimo gusto.

L’informazione che piace

Dunque il no comment dovremmo dirlo noi, perchè forse forse ci siamo arrivati a capire quanto ci stiano bombardando di notizie sul covid da tre infiniti anni tralasciando insofferenza, drammi sociali e culturali, caro vita, mancanza di salario minimo, e sberleffi alle più alte istituzioni dello Stato. L’informazione che piace è questa. Illudiamoci che la pandemia sia la matrice di tutti i mali e non forse il castigo che serviva per ridere di meno davanti alle mancanze di rispetto nei confronti dei governati.

Tuttavia neanche questo basta… presi come siamo in questa guerra al non vaccinato o al vaccinato, qualcuno, chicchessia, si è preso la briga di scrivere, criticare, in diretta nazionale le linee guida bocciate dal Tar? Qualcuno, di grazia, osa chiedere le dimissioni al Ministro Speranza tachipirinaevigileattesa? Qualcuno che guardi all’Inghilterra, libera finalmente da tutte le misure, con ammirazione e osi sollevare in modo lucido, razionale, evitando di mescolarsi ai deliri dei no vax, un qualche dubbio riguardo l’incubo del green pass?

E’ sempre la stessa storia dell’abitudine che prende possesso dei corpi e delle menti. Sempre la storia dei ragionamenti, pochi, intelligenti, che si perdono nell’etere e che non fanno in tempo a risalire l’onda delle idiozie finendo per amalgamarsi ad esse.

Tralascio volutamente il faraone di Arcore, ormai sembra palese che come allora si servì del parlamento per le leggi ad personam, si stia servendo ora di una candidatura farlocca: o per rinviare vicende giudiziarie o per proporre un nome femminile che, dispetto dei dispetti, possa ripulirlo dalla melma dei suoi anni passati. Nel frattempo Pd e 5stelle commentano su twitter e cercano sinonimi sullo Zingarelli per evitare di essere troppo polemici. Voto all’ipocrisia: 10\10, la sesta bolgia vi attende.

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