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Il potere, quello vero, viene da dentro.

Articolo del 30-12-2019

Si è soliti tirare le somme alla fine di ogni anno, quasi come se dopo il trentuno si potesse fare click su restart e salutare ogni persona, avvenimento, catapultati nei nostri giorni.

Anche alla sottoscritta è capitato di scrivere l’ultimo di dicembre dell’anno scorso, proprio qui sul blog; quello specifico post è stato uno dei più letti, ha ricevuto commenti, immedesimazioni e complimenti, non comprendevo a pieno il motivo: speravo arrivasse al lettore ciò che volevo comunicare e temevo fossi fraintesa, era dettato da un momento vissuto ripetutamente,  in cui volevo con forza ritrovare la speranza di credere nei miei sogni, sogni di serenità, obiettivi e traguardi tagliati. Non l’ho più riletto fino ad oggi, ventinove dicembre 2019, ed era intitolato “Ricominciare.”  In realtà l’antefatto è che ho aperto il pc mossa da una domanda postami: “se ti chiedessi di descrivere l’anno che è appena passato, la tua risposta sarà sempre “ricominciare”?

Forse non avevo dato peso al concreto significato della parola, tenevo a mente il concetto astratto non sapendo di fatto come e dove iniziare a mettere in atto ciò che avevo in mente da più o meno sempre e non ero riuscita ad applicare alla mia vita. Tutt’ora non so in quale preciso giorno sia iniziato in me il cammino che mi ha portata ad amare ed accettare anche ciò che avrei voluto dimenticare: so che un giorno mi sono ritrovata ad ascoltare Sunny di Marvin Gaye, a destreggiarmi fra le note di  Feeling good di Nina Simone e You don’t Own me di Lesley Gore. Lentamente ho ritrovato le mie passioni e la creatività che seppur presente era sopita a causa di un parassitismo travestito da bene -e chi dice di non averlo provato almeno una volta mente- addormentata per pigrizia o persino paura di avere a portata di mano, come arma, il potere, e non parlo di potere dato dal capitale o dalla visibilità, bensì da quello composto dalla serenità di essere superiore a persone che avanzano l’insana volontà di domarti, dalla consapevolezza di essere un microcosmo autosufficiente, dalla forza di amare persino i tuoi difetti caratteriali e dall’intelligenza di capire che l’imperfezione è bellezza e di conseguenza farti scivolare addosso qualunque possibile offesa avanzata col desiderio di ferirti, dalla gratitudine presente a fine giornata per tutto quello che si diventa nel tempo, per quello che si ha la possibilità di apprendere e per la grande possibilità di sviluppare qualcosa che cambi il modo di pensare stereotipato secondo cui una donna deve possedere determinati “requisiti” sociali per essere appagata, il potere di dire no senza sentirsi in colpa, di far sentire la propria voce e riempire il silenzio, di non provare invidia odio rammarico malinconia nostalgia, di essere “roccia impervia” e muro invalicabile, di lasciare andare senza drammi o traumi chi pur essendo un tempo àncora nelle tempeste è diventato motivo di rallentamento.

In tutta sincerità dico che questo potere mi è costato, ma quando mi sono fermata, mi sono voltata e ho realizzato di colpo cosa concretamente avevo realizzato, ho compreso che avevo preso decisioni giuste, seppur inizialmente sofferte, giuste per il mio benessere e per la mia crescita personale. Pasolini scriveva “ti insegneranno a non splendere”, sin da piccola ne ho fatto la mia citazione preferita fra le tante trovate qua e là nei libri e nell’istante in cui l’ho sentita pienamente mia ho assaporato il periodo del “e tu splendi invece”.

 Quanto ad episodi rivelatori: avete mai ritrovato sulla pagina di un vecchio quaderno dimenticato qualcosa scritto anni fa? A me è successo la settimana passata, preparavo un esame e ho ripescato un vecchio block notes usato molto poco, è caduto dall’ultima pagina un foglio, fra i margini parole scritte mentre aspettavo su di una panchina mio padre, una mattina di novembre del 2014. Così mi sono ritrovata sorpresa a  leggere ciò  che desideravo, e a constatare che in quella gelida ora di pausa da scuola mi sembrava tutto  così lontano, mi sono stupita del carattere uguale ad ora ma ancora da scolpire.

Racconto questo perchè il 31 dicembre di quest’anno non ho nessuna voglia di “ricominciare”, voglio ricordare tutto, tenere bene a mente qualsiasi cosa passata senza formarne impedimento  e vivere appieno i momenti presenti e futuri.

Questo è l’augurio che mi faccio e che faccio a chiunque legga: se volete ricominciare iniziate a  costruire,  edificate muri invalicabili nei confronti di chi voglia farvi scendere a compromessi per qualsivoglia ragione, siate irraggiungibili per la “mutria cretina” e per i “campioni dell’infelicità”  e così, mattone dopo mattone, avrete eretto  una fortezza a protezione del vostro Potere, da aprire solo a chi voglia espandere Ilio, siate il volto che causò l’invio di migliaia di navi, e se questa frase non vi ricorda nulla dall’uno gennaio dovreste leggere più classici; siate motivo di orgoglio persino nei momenti di fallimento perchè il corso delle cose non dipende esclusivamente dalla nostra volontà e questo non vuol dire non aver dato il massimo, siate inaccessibili all’estremo per tutto quello che si discosta kilometri dai vostri valori e princìpi, siate inarrestabili nella corsa al successo e pretendete che venga riconosciuto, sappiate essere braccia accoglienti per la famiglia, quella fatta d’amore puro e non d’ipocrisia, per l’amicizia non macchiata da biechi sentimenti, per l’amore quello struggente narrato dai grandi scrittori, badate che struggente non significa infelice ma intenso, tormentoso e dolce allo stesso tempo, non fatevi piccoli per nessuno, riempite il silenzio con la vostra voce e nessun’altra, siate esempio di audacia, siate eretici e streghe del nuovo millennio, zoon politikon, eroi nel quotidiano e denigratori dell’odio gratuito.

Il Potere, quello vero, viene da dentro, trovatelo o risvegliatelo, voltatevi indietro solo per ammirare quello che avete costruito negli anni, non indugiate in ripensamenti o rimorsi, per quanto possiate arrovellarvi il passato resta lì dov’è, fate vostri i trecentosessantacinque giorni che nominiamo come se fossero scontati e sempre disponibili. Non lo sono affatto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Published in Arte e Letteratura

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