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Erano donne.

È stato tema costante nella mia vita, da sempre, quello della forza delle donne e delle discriminazioni di genere. 

Voglio pensare oggi a tutte le donne che hanno mosso i loro passi coraggiosamente, prima di noi, e muovo i miei cercando di capire cosa possa fare nei giorni a venire per migliorare tutto quello che già è stato costruito. 

Sono grata per le donne che con le loro idee hanno ispirato la mia adolescenza, mi hanno formata, forgiata nella riflessione: Simone De Beauvoir, Oriana Fallaci, Elsa Morante, Anna Magnani, Margaret Thatcher, Jane Austen e le sorelle Bronte, e poi tante altre eroine studiate negli anni del liceo; Antigone mi ha insegnato a non essere masochista, e che una legge anche se scritta dagli uomini non sempre è giusta, Penelope la perseveranza e la dedizione (della pazienza devo ancora apprendere), Didone… bhe Didone aveva tutto, il potere, un regno, la dimostrazione in persona che non bisogna perdere la testa per uno di passaggio. E ancora, potrei citare Saffo, Artemisia Gentileschi, Ipazia, tutte coloro che non sono sui libri di storia come protagoniste ma di fatto hanno governato al posto dei mariti.

Abbiamo dimostrato di avere una voce e di avere talenti, tuttavia le battaglie da portare avanti sono ancora molteplici.

Sia di memoria dunque l’otto marzo, per le donne uccise dai mariti o dalla famiglia- perché stiamo vivendo anni di sangue- per quelle che  subiscono violenze quotidianamente e non trovano il coraggio di denunciare, per le donne curde che ci hanno liberato dall’Isis, per le madri siriane che ogni giorno pregano di veder sopravvivere i figli, per quelle che un figlio l’hanno perso e combattono un male silenzioso per tutta la vita, per tutte quelle donne che non vivono in democrazia e soggiacciono ai comandi di un padrone oscuro, per quelle che non vedono il sole ma la luce esigua di una gabbia costruita dall’aguzzino.


Sono grata per le donne che hanno lottato, protestato nelle piazze, una volta per il diritto di voto, un’altra per opporsi al divieto di mettere il velo, un’altra ancora affianco agli uomini contro una politica misogina e per gli stupri di potere; Pensiamo a loro, ricordiamo le lotte del passato e degli ultimi mesi, guardando al futuro costruiamo un mondo fatto anche per Noi, affinché nessuna donna, in nessuna parte del mondo, debba soffrire discriminazioni e soprusi solo perché nata femmina.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Published in Attualità

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